Iconografia Mariana

Madonne Allattanti

Un viaggio attraverso l'iconografia della Virgo Lactans — dalla Tarda Antichità al Rinascimento, tra affreschi, tavole e sculture sacre d'Italia

Quello della Madonna è il tema iconografico più ricco di tutta l'arte cristiana. La più antica immagine conosciuta è quella delle catacombe di Priscilla a Roma, risalente alla metà del III secolo: essa ritrae la Madonna seduta che tiene in braccio il Bambino Gesù. Questo motivo iconografico detto della Theotokos, o madre di Dio, di concezione strettamente teologica, era spesso presente nei mosaici absidali delle prime chiese cristiane e si diffuse largamente in Oriente divenendo un cardine del complesso decorativo gerarchico delle chiese bizantine, accanto all'altro tipo iconografico della Madonna Orante o della Madonna Odigitria (in piedi con il Bambino in braccio). Quest'ultimo tipo di Madonna è frequentissimo nelle icone russe a mezzo busto e si è diffuso in Occidente nei secc. XII e XIII e anche successivamente.

Altro tipo iconografico creato dall'arte bizantina fu quello della Panagia Nikopoia («che dona la vittoria»): in trono, ieratica, regge il Bambino con una o due mani. Nell'iconografia occidentale tale motivo iconografico è reso con più libertà e varietà. Fra le raffigurazioni della Madonna prima della nascita di Gesù, la più importante è quella della Madonna del parto, presente nell'arte del XIII sec. ma affermatasi solo successivamente. Celebre e inusuale come tema è l'affresco di Piero della Francesca nella cappella del cimitero di Monterchi ad Arezzo: qui la Madonna, immota fra due angeli, mostra con la mano il proprio grembo.

Più varia è l'iconografia della Madonna col Bambino, a cominciare dalla Madonna in Maestà, ispirata alla Panagia Nikopoia, seduta in trono con il Figlio sulle ginocchia. Derivata dal tema bizantino della Galaktotrophusa, la Madonna del Latte ha ispirato vari artisti come Jean Fouquet, Leonardo da Vinci con la sua Madonna Litta (ora al Museo dell'Hermitage), e Caravaggio con una Madonna dello svezzamento (a Roma nella Galleria nazionale di arte antica).

I pittori fiamminghi invece preferirono all'iconografia della Madonna che allatta quella della Madonna con la scodella. Maggio, com'è noto, è per tradizione il mese dedicato al culto della Madonna. L'origine di questa devozione è incerta: fin dal Medioevo a Mantova e a Parigi i primi giorni di maggio venivano consacrati alla Vergine.

Madonna del Pilerio, Duomo di Cosenza
Madonna del Pilerio — XVI sec.
Cosenza

Madonna del Pilerio — Duomo di Cosenza

Nel Duomo di Cosenza si conservano due preziose immagini: la Madonna del Pilerio (XVI sec.) e un'altra immagine del XII secolo. La prima era stata sovrapposta alla seconda. La venerata immagine byzantineggiante della Madonna che allatta il Bimbo risale al XIII secolo.

Begarelli, Madonna del Latte, Galleria Estense
Galleria Estense, Modena
Modena — Galleria Estense

Antonio Begarelli — Madonna del Latte

Antonio Begarelli (Modena 1499? - 1565) — Madonna che allatta il Bambino, «Madonna del Latte». Opera di grande delicatezza plastica, conservata alla Galleria Estense di Modena.

Tabernacolo Via del Moro, Firenze
Via del Sole / Via del Moro, Firenze
Firenze

Tabernacolo di Via del Sole — angolo Via del Moro

Edicola con affresco presumibilmente risalente al XIV secolo raffigurante la Madonna che allatta il Bambin Gesù. Si tratta di un frammento di uno splendido affresco: le aureole sono a rilievo e i panneggi sono fortemente evidenziati, mentre i chiaroscuri appena accennati.

L'edificio sul quale è situato il tabernacolo appartenne in passato ai Padri Domenicani di Santa Maria Novella: è pertanto possibile che l'immagine religiosa fosse rimasta in sito, dopo le ristrutturazioni ottocentesche, per indicarne la proprietà del convento.

Maestro di Signa, Pieve di Sant'Appiano
Pieve di Sant'Appiano, Barberino Val d'Elsa
Barberino Val d'Elsa (Firenze)

Maestro di Signa — Madonna in Trono che allatta

Pieve di Sant'Appiano, loc. Sant'Appiano Barberino Val d'Elsa (Fi). Posto su una deviazione della strada che da Barberino Val d'Elsa conduce a Poggibonsi, il complesso monumentale di Sant'Appiano, collocato su un poggetto contornato da cipressi, appare ancor oggi luogo di grande suggestione. Maestosa la splendida pieve, di mirabile fattura romanica, che è la più antica costruita nel medioevo in Toscana.

Tempera su tavola del XV secolo con Madonna in Trono che allatta il Bambino fra i santi Giovanni e Giacomo, attribuita al Maestro di Signa.

Andrea De Litio, Madonna, affresco, Aquila
Andrea De Litio — Aquila
Aquila

Andrea De Litio — Madonna, affresco

Andrea De Litio è nato a Lecce nei Marsi nel 1420 e già nel 1442 un documento lo attesta «Magister» a Norcia.

Battistero San Giovanni, Varese
Battistero di San Giovanni, Varese
Varese

Battistero di San Giovanni (sec. XII–XIII)

L'edificio attuale fu costruito tra il 1180/1185 e il 1220/1230; appartiene ai tempi che segnano la conclusione dell'arte romanica e l'esordio di quella gotica. Si segnalano: La Madonna che allatta il Bambino, l'immagine più antica, risalente alla fine del Duecento, sulla parete di sinistra. Discorso a parte merita l'affresco destinato a pala d'altare che rappresenta una sacra conversazione, con la Madonna in trono, anch'essa allattante.

Joos van Cleve, Madonna che allatta
Joos van Cleve — olio su tavola
Fiandre

Joos van Cleve — Madonna che allatta il Bambino

Joos van der Beke (nato a Cleve nel 1485 e deceduto ad Anversa nel 1540 o nel 1541) — Madonna che allatta il Bambino, olio su tavola, di circa 40 × 60 cm. Il dipinto, in eccellente stato di conservazione, rappresenta la Madonna che allatta il Bambino; davanti a lei su un tavolo un bicchiere di vino e frutta.

Leonardo da Vinci, Madonna che allatta
Leonardo da Vinci
Leonardo da Vinci

Madonna che allatta il Bambino, con San Giovannino

Madonna che allatta il Bambino, con San Giovannino adorante; tredici profili umani; tre profili di fiere; un piccolo nudo virile e il San Giovannino ripetuto in scala minore in alto a destra. Verso: undici profili maschili e femminili.

Defendente Ferrari, trittico Sacra di San Michele
Sacra di San Michele, Piemonte
Piemonte — Sacra di San Michele

Defendente Ferrari — Trittico

Il trittico di Defendente Ferrari è quanto di meglio si conservi alla Sacra, appeso ora alla parete ovest del Coro Vecchio. Nel centro domina, in piedi, una delicata Madonna che allatta il Bambino Gesù, dagli occhietti vivi e un po' allarmati. I pannelli laterali rappresentano l'uno San Michele Arcangelo che sconfigge il demonio, l'altro San Giovanni Vincenzo che presenta alla Vergine il committente dell'opera Urbano di Miolans, abate commendatario della Sacra dal 1503 al 1522.

La vezzosità del Bambi­nello è mirabile, come lo sono le mani e la faccia della Madonna; i capelli paiono un leggero strato di seta, naturalissima la posizione dei piedini. Il viso di Maria è un amore: modesto lo sguardo, fresca la bocca, ispira fiducia.

Vincenzo Foppa, Madonna che allatta, Philadelphia
Philadelphia Museum of Art
Filadelfia — Philadelphia Museum of Art

Vincenzo Foppa — Madonna che allatta il Bambino

Madonna che allatta il bambino, 1500–1510, pittura su tavola, 43,8 × 33,8 cm. Philadelphia Museum of Art, Filadelfia.

Neroccio, Madonna del latte, Magliano
Neroccio — Madonna del Latte
Magliano — Toscana

Neroccio — Madonna del Latte

La tavola dipinta è il frammento centrale di una pala d'altare. L'opera è generalmente attribuita a Neroccio. In origine la Madonna era contornata da santi, forse a sinistra era dipinto Sigismondo di Burgundia di cui resta solo una mano che offre un'arancia. Il Von Marle colloca il quadro fra il 1480 e il 1492, il Dami fra il 1492 e il 1500. La Madonna di Magliano dipinta da Neroccio nella sua maturità è uno dei quadri più raffinati ed eleganti del pittore senese. Il volto dolcissimo e delicato della Madonna rivela nei tratti una pura bellezza che l'artista evidenzia con un'esecuzione sublime.

Bernardino Luini, Pinacoteca Ambrosiana
Pinacoteca Ambrosiana, Milano
Milano — Pinacoteca Ambrosiana

Bernardino Luini — Madonna che allatta

Bernardino Luini (Demenza? 1480–1532). Tavola, olio e tempera, 51 × 41 cm. Pinacoteca Ambrosiana, Milano. Disegno raffinato con leggere velature di colore, con componenti leonardesche che si fondono con tratti raffaelleschi; per cui si può datare intorno ai primi anni venti del Cinquecento.

Bernaert Van Orley, Madonna presso una fontana, Ambrosiana
Bernaert Van Orley — Pinacoteca Ambrosiana
Milano — Pinacoteca Ambrosiana

Bernaert Van Orley — Madonna che allatta presso una fontana

Bernaert Van Orley (1488–1541). La Madonna, con un'ampia e ricca veste, si appresta ad allattare Gesù Bambino: di fianco si vede una fontana cesellata con motivi all'antica e sullo sfondo una città introdotta da un'ampia scalinata. La Collobi Raggianti, proponendo una datazione attorno al 1516, ha segnalato la prossimità alla Madonna dipinta da San Luca del Gossaert datata 1515 e conservata nella Národní Galerie di Praga.

Michelangelo, Madonna della Scala, Casa Buonarroti
Michelangelo — Casa Buonarroti, Firenze
Firenze — Casa Buonarroti

Michelangelo — Madonna della Scala

La Madonna della Scala è la prima opera di Michelangelo da noi conosciuta, realizzata dal 1490 al 1492. Nella raffigurazione si può notare dapprima la Madonna che allatta il bambino, e alle loro spalle sono rappresentati altri quattro bambini, due dei quali stanno ballando e due stanno stendendo un velo. L'immagine dei bambini è stata aggiunta per dare una nota di allegria all'intera opera.

Tra i quindici e i diciassette anni, mentre frequentava il Giardino di San Marco, Michelangelo riuscì a raccontare in una piccola tavola di marmo più di una storia: c'è la Madonna che guarda lontano mentre allatta il suo erculeo bambino, c'è una misteriosa scala schiacciata sulla quale si muovono alcuni bambini. Michelangelo ha voluto rappresentare questa opera come simbolo dell'affetto che una madre prova per il proprio figlio.

Ambrogio Lorenzetti, Palazzo Arcivescovile, Siena
Ambrogio Lorenzetti — Siena
Siena — Palazzo Arcivescovile

Ambrogio Lorenzetti — Madonna del Latte

Ambrogio Lorenzetti, 1320–1330, tempera su legno, cm 90 × 48. Palazzo Arcivescovile, Siena.

Benedetto Buglioni, Madonna che allatta
Benedetto Buglioni (1460 c. – 1521)
Toscana

Benedetto Buglioni — Madonna che allatta

Benedetto Buglioni (1460 c.–1521) riprende tutti i caratteri distintivi dell'arte robbiana, anche dal punto di vista tecnico e cromatico: dapprima figure bianche su fondo blu con decorazioni in oro, poi una policromia naturalistica sempre più ricca. Non è tuttavia un semplice imitatore, poiché mostra un proprio stile e una personale capacità interpretativa. Caratteristica della sua tecnica sono le tonalità chiare e brillanti dell'azzurro, del giallo e del verde, come nella Madonna che allatta.

Scultore casalese, Madonna che allatta, Trino Vercellese
Trino Vercellese — Oratorio del SS. Sacramento
Trino Vercellese

Scultore casalese (c. 1490–1500) — Madonna che allatta il Bambino

Legno policromo, cm 95 altezza. Trino Vercellese, Oratorio del Santissimo Sacramento. La fortuna del linguaggio lombardo in terra albese non dipendeva probabilmente solo dalla volontà della committenza di ricorrere ai servigi di un artista di prima grandezza. Il Marchesato del Monferrato confinava col Ducato visconteo prima e sforzesco poi, e non è stupefacente che la corte di Casale cercasse a Pavia o a Milano i propri modelli aulici di legittimazione figurativa.

Madonna del Rosaio, Carosino
Santa Maria delle Grazie, Carosino
Carosino

Santa Maria delle Grazie di Carosino

Pregevole e di antica esecuzione (circa Seicento) anche l'affresco situato sull'altare maggiore che raffigura la Madonna che allatta il Bambino. L'Altare è preziosamente lavorato in pietra leccese e presenta in entrambi i lati dei pregevoli quadri iconici raffiguranti alcuni miracoli fatti dalla Madonna di Carosino.

Santuario Santa Maria del Soccorso, Prato
Santuario di Santa Maria del Soccorso
Prato

Santuario di Santa Maria del Soccorso

La costruzione del Santuario fu deliberata a seguito di alcuni eventi prodigiosi avvenuti intorno al tabernacolo allora posto lungo la strada per Galciana, raffigurante ad affresco una Madonna che allatta il Bambino, dipinta da Pietro e Antonio di Miniato nel 1418. Sull'altare è posto un bel dipinto di Santi di Tito (1580) che incornicia l'affresco miracoloso.

Staffolo di Olfino, affresco
Staffolo di Olfino
Olfino

Lo Staffolo di Olfino

Lo Staffolo di Olfino si trova all'incrocio tra la vecchia strada che portava a Pille, a Monzambano e quella per le Colombare. Il tempietto di forma quadrangolare è sormontato da una croce in ferro battuto; all'interno ancora si possono ammirare gli affreschi del 1500. Al centro è rappresentata una Madonna che allatta il Bambino, sulla sinistra san Sebastiano, sulla destra san Rocco.

Chiesa di San Vittore, affreschi
Chiesa di San Vittore
Rivalta

Chiesa di San Vittore — Madonna che allatta

La chiesa conserva caratteristiche romaniche; antichi documenti la menzionano nel maggio 1047 e nel dicembre 1199. La qualità dei dipinti è ottima e raggiunge un livello importante nelle figure dei quattro apostoli di destra, nel catino e nella splendida Madonna che allatta. Giacomo Jacquerio o la sua scuola? È tutto da scoprire.

Santuario Madonna della Grazia, Nardò
Santuario Madonna della Grazia, Nardò
Nardò (Lecce)

Santuario Madonna della Grazia — icona bizantina

Affresco ovale, 69 × 59 cm. Santuario Madonna della Grazia, Nardò, tra Galatone nord e Copertino. A cinquecento metri dal luogo dove sorgeva l'antica cappellina, in stile tardo romanico, dove addossata ad un muro dell'abside era collocata la miracolosa icona, bizantina del 1200–1300.

Madonna che allatta presso una fontana, Van Orley
Madonna che allatta presso una fontana
Montecatini Alto

Oratorio di San Sebastiano — Madonna col Bambino

Madonna col Bambino, tempera su tavola di scuola fiorentina risalente alla seconda metà del Trecento: è un'immagine alla quale la popolazione di Montecatini è sempre stata molto devota e raffigura la Madonna in trono che allatta il Bambino — la tavola è collocata all'interno di una vetrina dove sono conservate altre piccole reliquie.

Tintoretto, Madonna che allatta, Museo Castelvecchio
Tintoretto — Museo di Castelvecchio, Verona
Verona — Museo di Castelvecchio

Tintoretto — Madonna che allatta

«Madonna che allatta» di Tintoretto. Museo di Castelvecchio, Verona.

Siena — Contrada dell'Istrice

Maestro di Panzano — Madonna in trono che allatta

La Madonna in trono che allatta il Bambino fra i Santi Lucia, Caterina e Pietro. Nei laterali, San Cristoforo e Sant'Antonio Abate. Nella cuspide centrale, la Trinità; nelle cuspidi laterali, l'Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata. In alto, entro due tondi, il Profeta Geremia e il Profeta Daniele. Tempera su tavola, 57 × 55 cm.

L'opera proviene dalla Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio di Siena (Contrada dell'Istrice) ed è stata acquistata dal Monte dei Paschi nel 1959. L'attribuzione proposta dal Berenson al Maestro di Panzano non è mai stata messa in dubbio dagli studiosi; addirittura il dipinto è stato spesso usato come opera di confronto per estendere il catalogo del Maestro.

Chiesa della Madonna delle Grazie, Montegabbione
Montegabbione — Umbria
Montegabbione — Umbria

Chiesa della Madonna delle Grazie — Madonna del Latte

Sorge ai piedi del colle di Montegabbione la Chiesa della Madonna delle Grazie. Di notevole interesse artistico l'affresco posto sopra l'altare maggiore, rappresentante quella che gli studiosi definiscono una Madonna del Latte, cioè una Madonna che allatta il bambino Gesù; si ritiene di poter attribuire il dipinto ad allievi del Perugino.

Madonna di Miniace, Bronte, dipinto bizantino
Chiesa di Santa Maria di Miniace, Bronte
Bronte

Chiesa di Santa Maria di Miniace — dipinto bizantino

La tradizione attribuisce il dipinto a San Luca, e pare sia stata lasciata sul posto dal generale bizantino Giorgio Miniace, in ricordo della vittoriosa battaglia contro gli arabi. Si tratta di un prezioso dipinto bizantino, usando un contrasto profondo e una dura lumeggiatura nel viso, un disegno perfetto carico di una serena umanità e solennità. Il volto piccolo, le mani esili sorreggono il lattante quasi come non avesse peso.

Bicci di Lorenzo, Madonna che allatta, San Leolino
Bicci di Lorenzo — San Leolino, Rignano sull'Arno
Rignano sull'Arno

Bicci di Lorenzo — Madonna che allatta il Bambino

All'altare di destra nella Chiesa di San Leolino a Rignano sull'Arno, è collocato l'affresco staccato rappresentante la Madonna che allatta il Bambino di Bicci di Lorenzo che, fino al 1797, era stato venerato nell'oratorio di Sezzano dei padri vallombrosani presso il Bombone, in località detta appunto «La Madonna».

Quartiere Latte Dolce, Santa Maria di Pisa
Santa Maria di Pisa — Quartiere Latte Dolce
Pisa — Quartiere Latte Dolce

Santa Maria di Pisa — Affresco della Madonna che allatta

Il quartiere Latte Dolce di Santa Maria di Pisa inizia a svilupparsi negli anni Sessanta nel quadrante nord-orientale della città, lungo la via di comunicazione verso il Golfo dell'Asinara. Il nome Latte Dolce è dovuto alla presenza di una chiesetta campestre in cui è collocato un affresco raffigurante la Madonna che allatta il Bambin Gesù, a cui le gestanti e le puerpere rivolgevano le loro preghiere.

Santuario Madonna della Campagna, San Michele Extra, Verona
San Michele Extra — Santuario Regina della Pace
Verona — San Michele Extra

Santuario Regina della Pace — Madonna che allatta

Il santuario Regina della Pace, che tutti chiamano Madonna della Campagna, è conosciuto come una delle più importanti mete mariane nel Veronese. Vi è conservato un affresco del Quattrocento che raffigura una Madonna che allatta il Bambino, molto venerata e considerata miracolosa. Fra gli oggetti superstiti degli ex voto, doni di persone che avevano ottenuto una grazia, c'è un enorme coccodrillo del Nilo perfettamente conservato, appeso al soffitto.

Fratelli Biazaci, Marchesato di Saluzzo
Marchesato di Saluzzo — Valle Varaita
Marchesato di Saluzzo — Valle Varaita

Fratelli Biazaci — Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo

I bellissimi affreschi concordemente attribuiti ai fratelli Biazaci, si distribuiscono nelle arcate cieche sui due lati della navata maggiore. Prima arcata a sinistra — al centro la Madonna che allatta il Bambino in un giardino cinto da una siepe, in cui compaiono rose e conigli. A sinistra, la Strage degli innocenti; a destra, la Fuga in Egitto con il «miracolo del grano». In alto, l'Adorazione dei Magi.

Santuario di Concesa, Trezzo sull'Adda
Santuario di Concesa, Trezzo sull'Adda (MI)
Concesa — Trezzo sull'Adda (MI)

Santuario di Concesa — Madonna del Latte

Esattamente 350 anni fa il Cardinal Cesare Monti, nuovo Arcivescovo di Milano, faceva la sua prima visita su questa sponda destra dell'Adda, per venerare l'immagine miracolosa di Concesa. Il piccolo Santuario venne inaugurato dal Cardinal Monti il 3 settembre 1641, dedicato alla Madonna che, qui a Concesa, si era manifestata «Madre di Dio e madre nostra» attraverso un quadro miracoloso, opera del pittore Gianstefano Manetta.

La tradizione dice che il pittore si trovò di fronte ad un ostacolo insormontabile quando si trovò a dipingere il volto: «mentre stava per dipingere il volto della Madonna, fu sorpreso dal sonno, e quando si svegliò, trovò la pittura già da invisibile mano condotta a certo finimento d'arte».

Giambono, Madonna che allatta, San Francesco della Vigna, Venezia
Giambono — San Francesco della Vigna, Venezia
Venezia — San Francesco della Vigna

Giambono (?) — Madonna che allatta il Bambino

Restauro del dipinto su tavola «Madonna che allatta il Bambino» opera del Giambono (?) conservata nella chiesa di San Francesco della Vigna a Venezia.

Andrea Piccinelli detto il Brescianino, Buonconvento, Siena
Brescianino — Buonconvento, Siena
Buonconvento — Siena

Andrea Piccinelli detto il Brescianino — Madonna che allatta

Andrea Piccinelli detto il BrescianinoMadonna che allatta il Bambino e i Santi Giovanni Battista e Girolamo. Museo d'Arte Sacra della Val d'Arbia, Palazzo Ricci-Socini, Buonconvento (Siena).

Madonna che allatta, Montevarchi, Collegiata
Collegiata, Montevarchi
Montevarchi (Firenze)

Collegiata di Montevarchi — Madonna che allatta

Nella navata destra della Collegiata. I rilievi sono stati rimontati su una struttura architettonica che riproduce fedelmente l'originale perduta nelle demolizioni settecentesche. La trabeazione e la cornice superiore sono rette da una coppia di colonne e una coppia di lesene con capitelli corinzi. Sulla parete dell'altare: al centro, un rilievo moderno in terracotta con la Madonna che allatta il Bambino, riproduzione dell'originale collocato sull'altare maggiore in chiesa.

Niccolò di Liberatore, trittico, Cannara
Niccolò di Liberatore — Cannara
Cannara

Niccolò di Liberatore — Trittico, Chiesa di S. Matteo

Nella trecentesca Chiesa di S. Matteo, si può ammirare un trittico frammentario di Niccolò di Liberatore: Madonna in trono che allatta il Bambino e i Santi Matteo e Francesco.

Testimonianze da tutta Italia

Altre testimonianze della Virgo Lactans

Corridonia-Macerata: Madonna del latte o Madonna della luna, proveniente dalla chiesa di S. Agostino — datata 1372, firmata Andrea da Bologna. Madonna che allatta il bambino entro ghirlanda fiorita: opera di Carlo Crivelli eseguita su tavola tra 1470 e il 1473.

Iseo, Chiesa di Santa Maria del Mercato: Sopra l'altare maggiore si trova un bel dipinto che raffigura «La Madonna che allatta il Bambino». La chiesa fu fatta costruire dagli Oldofredi nel XIV sec.

Piacenza, Vigoleno: L'oratorio rinascimentale della Madonna delle Grazie, detto anche della «Madonna del Latte», all'interno ha un affresco raffigurante la Madonna che allatta.

Precetto Torinese, Chiesa di San Sebastiano (XV secolo): tra i più notevoli affreschi conservati, la Madonna che allatta il Bambino e una splendida Crocifissione.

Musei Vaticani — Pinacoteca: Antonio Papadopoulos, sec. XV, Madonna che allatta il Bambino, inv. 40071.

Musei Capitolini — Pinacoteca, Roma: Pittore emiliano, XVII secolo. L'iconografia della «Virgo lactans» risale ai primi tempi dell'arte cristiana: particolarmente diffusa nel Medioevo e nel primo Rinascimento, diviene in seguito più rara.

Viterbo, S. Maria Nuova: Una tavola a tempera del XV secolo raffigurante la Madonna in trono che allatta fra i santi Bartolomeo e Lorenzo.

Bologna, S. Martino Maggiore: Madonna che allatta il Bambino di Simone di Filippo.

Palermo, Santa Maria delle Grazie: Al centro della grotta naturale vi è un affresco con l'immagine della Madonna che allatta il Bambino Gesù e San Giuseppe che osserva la scena.

Messina, Museo Regionale: Tra le opere esposte, una tavola della Madonna che allatta il bambino, sec. XIII–XIV.

Acquaformosa, Calabria — Santuario di S. Maria del Monte: Un pregevole bassorilievo, ricavato da due lastre di pietra tufacea incollate tra loro, di Madonna che allatta il bambino. Secondo la tradizione la scultura fu ritrovata in una grotta al tempo dell'imperatore d'Oriente Leone III Isaurico.

Squillace — Santuario della Madonna del Ponte: La Vergine è venerata anche coi titoli di Madonna del Refrigerio e di Madonna che allatta (Galaktotrofusa).

Cosenza — Duomo: La venerata immagine byzantineggiante della Madonna che allatta il Bimbo (XIII secolo). La Madonna del Pilerio.

Abazia di Monastier di Treviso: Due interessanti altorilievi seicenteschi raffigurano S. Giorgio che uccide il drago e una Madonna che allatta il bambino, con una figurina stante di abate con pastorale e mitra.

Civitanova Marche — chiesa di Santa Maria della Catena: L'affresco trecentesco raffigurante la «Madonna che allatta il Bambino», riportato alla luce dopo un recente restauro, conferma l'inizio del culto nel sec. XIV.

Certosa di Pavia: Nel refettorio, al centro della volta, una Madonna che allatta il Bambin Gesù, opera del Bergognone.

Montefiore Conca — Santuario della Madonna di Bonora: L'immagine della Madonna che allatta risale al XV secolo. La purezza popolare dell'immagine è da secoli ammirata e venerata da migliaia di fedeli.

Tradizione Abruzzese

S. Eufemia Patrona del Latte

Il culto del latte è assai diffuso nel folklore religioso abruzzese e non v'è paese o contrada, in cui non siano presenti superstiti ricordi di grotte e fontane che avevano la virtù miracolosa di far ritornare il latte alle puerpere che l'avevano perso. La Madonna, Sant'Agata, Santa Scolastica, Santa Eufemia erano le Sante che più comunemente venivano invocate dalle donne nell'impossibilità di allattare il bambino.

A Lanciano, per qualsiasi problema di perdita del latte materno si ricorreva a Santa Fumija (Eufemia), santa abbastanza famosa anche altrove per questa specialità taumaturgica, che, nella contrada di Santa Liberata, proprio vicino alla Chiesa, aveva una fontana. Le donne della zona, le più anziane, hanno testimoniato che una volta le puerpere arrivavano quotidianamente alla chiesa per bere l'acqua miracolosa di Santa Fumija.

Meditazione biblica

I simboli della maternità — Gerusalemme-Madre

Come accade spesso in varie culture, la città è rappresentata con immagini femminili, anzi materne. Quando una città è in pace, è simile a un grembo protetto e sicuro; anzi, è come una madre che allatta i suoi figli con abbondanza e tenerezza. In questa luce, la realtà che la Bibbia chiama, con un'espressione femminile, «la figlia di Sion», cioè Gerusalemme, ritorna ad essere una città-madre che accoglie, nutre e delizia i suoi figli.

Conclude sant'Ambrogio: «La santa Chiesa è immacolata nella sua unione maritale: feconda per i suoi parti, è vergine per la sua castità, benché madre per i figli che genera. Noi siamo dunque partoriti da una vergine, che ha concepito non per opera di uomo ma per opera dello Spirito. Ci nutre una vergine non con il latte del corpo, ma con quello di cui parla l'Apostolo, quando dice di aver allattato la debole età dell'adolescente popolo di Dio.»

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